Tutto quello che non sai delle perle

le perle

È un trend che non tramonta mai, è un emblema della bellezza naturale su cui sono nate, tramandate e diffuse credenze, sto parlando delle perle, gemme considerate prodotti divini il cui mito perdura oggi giorno.

Si racconta che le perle nascano dal dolore, per questo in alcune regioni italiane, donarle a una sposa pare sia un maleficio.

TI SPIEGO LA RAGIONE DI QUESTA CREDENZA

Il granello di sabbia trasportato dalle onde del mare penetra nella conchiglia di un’ostrica e lei si duole per la fitta che prova. Cerca di liberarsene piangendo, le lacrime avvolgono il granello di sabbia finché questo diventa inoffensivo.

Le perle sono le lacrime che noi chiamiamo gioie.

Sono belle, rotonde, lisce e per tutte le donne sono vere gioie, è così anche per te?

Le perle adornano abiti e corpi, sono muse per pittori e finiscono sui testi di grandi scrittori, sono l’eleganza senza tempo.

Sono tante e nessuna è uguale all’altra.

Facciamo una radiografia alla perla e scopriamo come distinguerle e qual è la più adatta a te.

Scopri la perla più adatta a te

Credits Eliotis perle

Come è noto ai veri esperti di questa gemma svariate sono le varietà di perle. Non voglio certo farti prendere il diploma di gemmologa per cui bastano piccole e semplici nozioni per fare la scelta giusta, nel caso tu voglia farti un regalo.

  • Partiamo con la perla naturale: si dice naturale quella perla che ha ricevuto il granello di sabbia in modo casuale, sono introvabili e per questo costosissime. ecco perché se avete una collana di perle appartenuta alla bisnonna è preziosissima, fanne buon uso.
  • La perla coltivata ha lo stesso valore di una perla naturale, nel senso che non si tratta di un farlocco, diciamo che a seconda della perfezione, della forma e del colore il suo valore cambia.
  • La perla barocca o scaramazza è quella sbilenca, irregolare, bizzarra.
  • La perla nera è molto preziosa perché prodotta da ostriche la cui salute è cagionevole, è insomma una perla veterana, per cui pregiata.
  • La perla di fiume è prodotta da un mitilo di acqua dolce, sono meno pregiate di quelle di mare, ma sempre vere.
  • La perla di majorca è carina, ma è sintetica e te la fanno pure pagare cara, attenta.
  • La perla finta è finta, punto! Può essere in plastica, fatta con una pallina di vetro ricoperta di essenza di perla (una lacca liquida a base di madreperla ) fai la tua scelta, ora che lo sai.

Come riconoscere una vera perla

Una perla si MORDE

Lo si fa per capire la sua autenticità, se quando la mordi saltano pezzetti di lacca, allora sai il valore del tuo acquisto.

La perla però è democratica, perché le fasce di prezzo variano e sono davvero alla portata di tutti, questa è una buona notizia perché anche se non si hanno tante disponibilità, puoi sfoggiare il simbolo dell’eleganza senza lasciarci giù lo stipendio.

Al di là del fattore economico la scelta deve dipendere dalla motivazione, un girocollo di perle può essere divertente sopra un pullover o a nudo per esaltare un abito. Lasciarsi ispirare dall’istinto è la miglior soluzione se l’acquirente sei tu.

Scoprire le perle: due chiacchiere con l’esperta

le perle

Credits Eliotis perle

Ho voluto sentire l’esperta Elisa Scuttari di Eliotis perle, un piccolo laboratorio artigianale italiano che realizza gioielli in perle personalizzati. Le ho posto alcune domande che sono più miti da sfatare e qualche ottimo consiglio su come conservarle.

È vero che avendo una componente d’acqua è consigliato conservarle alla luce?

Sarebbe più corretto dire che le perle non devono essere tenute chiuse in buste di lana o cotone. avendo esse un contenuto di acqua pari al 3-4% potrebbero essere soggette a disidratazione e quindi a decadimento naturale. conservatele insieme ad un batuffolo di ovatta inumidito.

Dicono che il sudore della pelle potrebbe danneggiarle, è così?

Vero. La perlagione è chimicamente aggredibile da parte di sostanze acide presenti nelle secrezioni cutanee, così come da parte di profumi o sostanze chimiche affini che ne intaccherebbero la lucentezza.

Perché ingialliscono con il tempo?

Lo spessore della perlagione, è quello che conferisce alla perla la sua lucentezza, ovvero iridescenza. il tempo e l’ambiente consumano gli stati di ‘conchiolina’ (il mattone fondamentale di cui è composta la perlagione). diminuendo lo spessore, diminuisce la capacità di riflessione della luce e la perla appare più opaca e spenta.

Come si puliscono le perle?

Consigliamo di pulirle sempre con un panno morbido e umido dopo averle indossate (vi porterà via solo un minuto), per poi riporle nell’apposita custodia. periodicamente, si può utilizzare una soluzione leggera di acqua tiepida e sapone.

Ogni quanto tempo vanno ri-infilate?

Dipende molto dalla cura con cui si tratta un gioiello e dalla frequenza con cui lo si indossa; la parte più delicata è rappresentata dal filo che, seppur robusto, si deteriora specialmente se a contatto con acqua. La presenza dei nodi impedisce lo sfregamento tra le perle e ne allunga la vita. Una buona regola suggerirebbe di ri-infilare le perle ogni 2-3 anni, ma ciò non toglie di eseguire questa operazione anche ogni anno, se indossate spesso il vostro bracciale o la vostra collana.

Mettere un filo di perle accanto ad altri gioielli pare non sia una buona cosa da fare, è così?

È parzialmente vero, nel senso che qualsiasi pietra o gioiello più duro della perla o a spigoli vivi, sarà in grado di scalfirla e danneggiarla. per cui se avete pendenti, anelli, diamanti, ecc… riponeteli in astucci separati !!!

Ho sentito dire che l’aceto o il limone potrebbe addirittura scioglierle, è vero?

Ricordiamo che il componente principale di una perla è il carbonato di calcio ( cugino stretto del ‘gesso’), quindi, qualsiasi sostanza acida è in grado di sciogliere le perle!

 

Grazie Elisa per la tua disponibilità,  prima di salutarci non potevo lasciarti senza una ricerca storica, ho trovato questa, mi è piaciuta e te la ripropongo.

Perle di saggezza: un tuffo nella storia

La collana di Caterina de Medici

Caterina de’ Medici era in possesso di perle uniche per misura e bellezza; tra queste meraviglie notiamo la collana che offrì a Maria Stuart che successivamente divenne proprietà della regina Elisabetta d’Inghilterra per 12.000 ecu.

Le perle di Filippo II di Spagna

La Pelegrina (l’incomparabile) è una perla acquistata da Filippo II di Spagna. Era una magnifica perla di forma perfettamente tonda, bianca, che presentava un eccezionale oriente. Divenne inseguito proprietà di Napoleone III

Nel 1912 venne ripulita e allora pesava 203,84 grani.

Fu infine acquistata, per la somma di 37 mila dollari, da Richard Burton per la moglie Elisabeth Taylor in occasione di San Valentino, successivamente danneggiata dal suo cane. La sua notorietà fece nominare “pelegrina” le perle di stessa misura di Carlo II di Spagna ed anche quella di 337 grani acquistata da Napoleone.

La regina delle perle di Luigi XIV

La regina delle perle di 109 grani, acquistata nel 1699 da Luigi XIV, sparì nel 1792 dopo un furto.

La perla nera del pavone di Delhi

La perla nera è di 50 carati sospesa al rubino che orna il trono del pavone di Delhi.

La perla barocca di Henry Philippe Hope

la “Perla Hope” è una perla barocca che pesa 1700 grani (425 carati). apparteneva al celebre banchiere Henry Philip Hope, acquirente del famoso diamante blu che è attualmente sormontato da una sorta di corona, montata in ciondolo.

La gran Croce del Sud

Consiste in una strana formazione naturale di 9 perle collegate, 7 in verticale e 2 in orizzontale. chiamata grande Croce del Sud. Ha la forma di una vera e propria croce. Fu ritrovata sulle coste occidentali dell’Australia e attualmente fa parte dei gioielli della corona d’Inghilterra.

La perla di Lao-Tze 

Nel 1938 i quotidiani del tempo diedero la notizia del rinvenimento, nelle isole Filippine di una perla, dalle dimensioni mastodontiche (lunga 22 cm e larga 10 cm). dalla forma assai strana (assomigliava a un cervello umano), era di colore bianco e vantava una superficie incredibile. Sebbene i quotidiani dell’epoca lo omisero, il valore che era stato attribuito a questa gemma era elevatissimo e non solo in base alle dimensioni. Nel 1969 ci fu la notizia che questa perla, chiamata “Perla di Allah”, veniva messa in vendita a San Francisco dal suo proprietario Wilburn D. Cobb per una cifra esorbitante. Riferì che questa perla gli fu data da un capo tribù delle Filippine per avergli curato e guarito il figlio dalla malaria.

 La perla barocca d’Asia

Detta perla d’Asia, questa perla barocca, a forma di melanzana  pesa 2300 grani (575 carati), è stata montata da un gioielliere londinese assieme ad altre perle di dimensioni comuni e con una giada rosa in fianco. Un gioiello molto elegante, ma difficile da indossare a causa delle dimensioni. Attualmente pare si trovi depositata in una banca di Londra, contenuta in un sacchetto di seta azzurro a sua volta racchiuso in un cofanetto d’oro. Al momento del suo acquisto venne pagata 50 000 sterline.

La perla della corona di Francia

Tra i maestosi gioielli della corona di Francia era particolarmente nota una perla a forma di uovo dal peso di 337 grani.

Le perle della corona d’Austria

Troviamo perle molto pregiate anche nella collezione dei gioielli della corona d’Austria. Ugualmente nel celebre museo di Dresda con la “Grunen Grewolbe”.

Le perle del re di Baroda

In india, il re di Baroda, oltre a possedere una vastissima collezione di perle vastissima, è proprietario di un prestigioso tappeto interamente costituito da perle e bordato da pietre preziose. Un oggetto assolutamente esclusivo e dal valore inestimabile.

La perla di Cina

Dei viaggiatori documentano l’esistenza in Cina, nel ‘500, di una perla lunga 7 cm formante il tronco di una statuetta d’oro della dea Canon.

La ricerca è conclusa, vorrei lasciarti con un consiglio

State attenti a dare le perle ai porci, che poi si credono ostriche.

Continua a seguirci su Chic Advisor noi lavoriamo per te, per darti spunti in una chiacchiera intelligente e qualcosa su cui riflettere

ciao

alla prossima “Perla Chic”

Stefania Doimo Zilio

About the Author

Stefania Zilio

E' una scrittrice, copywriter, ideatrice e conduttrice di programmi televisivi, counsellor in dinamiche relazionali, parla quattro lingue, studia in continuazione e legge almeno 3 libri al mese. Ama il gelato alla nocciola e crede nell’energia positiva Universale. Collabora con diverse testate ed è sempre alla ricerca di un impulso nuovo che le sconvolga la vita. Autrice del libro "Cuore in Trappola"

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