La CRAVATTA, il nodo della virilità!

«Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita» – Oscar Wilde

Chi non ha notato la cravatta grigia perfettamente annodata nella copertina del best seller internazionale “50 sfumature di grigio”? Perché proprio la scelta della cravatta nelle immagini e cover di romanzi per donne? Per non parlare poi degli spot pubblicitari dove l’uomo annoda o slaccia la cravatta per pubblicizzare prodotti che vanno dal profumo al più comune accessorio. E noi donne tutte a bocca aperta!

A differenza della donna, l’uomo non ha una grande scelta in termini di accessori e la ricerca del dettaglio diventa fondamentale. Cravatta, cinta, orologio e pochette. Ma lei, la cravatta, il simbolo dell’eleganza e della mascolinità, ha una lunga storia e svela l’espressione della personalità di colui che la indossa.

In uno studio degli anni 90, due ricercatori di Cambridge, Thomas Fink e Yong Mao, dimostrarono che erano possibili ben 85 tipologie di nodi.

Noi donne probabilmente non diamo tanta importanza alla cravatta, mentre per l’uomo non solo la cravatta rappresenta la creatività, ma è capace di mostrarne la personalità e il suo stato d’animo.

Quali segreti si nascondono dietro la cravatta? Le origini

Già dalla preistoria, gli uomini amavano agghindarsi di testicoli disseccati dei nemici uccisi in battaglia che appendevano al collo. Sarà forse stato questo il primo vero antenato della cravatta, seppur simbolo  lugubre per noi al giorno d’oggi?

Pare che l’antenata vera e propria dell’attuale cravatta fosse una mera striscia di stoffa, ai tempi dell’antico Egitto, legata intorno al collo con il nodo di Iside, in segno di protezione sia per i defunti che per le donne dell’epoca, che la ritenevano un potentissimo amuleto.

I legionari romani pare la indossassero invece per coprirsi dal freddo, annodandola attorno al collo e poi lasciando penzolare i due lembi sul petto. Col tempo la cravatta assunse poi un significato ornamentale  e romantico, poiché le donne francesi la regalavano ai proprio uomini in partenza per la guerra. Legata al collo diveniva dunque testimonianza di legame e segno di fedeltà verso la donna amata.

Eustache Deschamps, nella seconda metà del 1300, scrisse una ballata intitolata “Faiterestraindre sa cravate” il cui significato era “riannodate la sua cravatta’’.

Francia, Cina, Gran Bretagna, India e Italia caddero tutti sotto il fascino della cravatta, nessun popolo escluso, anche se alla Gran Bretagna nel 1850, si deve la vera e propria nascita di quella che consideriamo la cravatta moderna.

La cravatta rappresenta anche una sorta di rito di passaggio: il giovane ragazzo impara ad annodarsi da solo la cravatta e diventa uomo.

Anche i nodi comunicano, oltre alle fantasie, i tessuti e le texture. I più grandi esprimono forza fisica, leadership e dominio sugli altri, mentre quelli piccoli indicano creatività e modestia.

Quali sono i nodi più famosi?

1) Nodo semplice o Four in Hand. Per personalità minimal che non ricercano il dettaglio, ma soprattutto non lo cercano nello stile giacca e cravatta. Probabilmente sono i soggetti sportivi e casual o in alcuni casi bohemian.

Il nodo semplice è anche il più diffuso. Può essere realizzato praticamente con quasi tutte le cravatte e si accorda bene con tutti i tipi di colli di camicia. Adatto ad occasioni non particolarmente formali grazie alla sua asimmetria, che lo rende sia classico, ma al tempo stesso creativo.

2) Nodo doppio o Prince Albert. È il nodo semplice con un secondo giro in più, dettaglio che lo rende un pò più importante; si abbina bene a tutte le camicie e cravatte, tranne a quelle molto larghe.

Perfetto per tutti i giorni, come il nodo Four in Hand risulta leggermente asimmetrico e dunque può apparire creativo ed informale. Probabile personalità Bohemian.

3) Nodo Windsor o Scappino. Tradizionalmente attribuito al duca di Windsor, è un nodo cravatta dal volume importante, se correttamente eseguito, di forma triangolare e perfettamente simmetrico. Riempie bene il collo della camicia e spesso è più adeguato per  le grandi occasioni e per il business. Personalità Business Man, per l’uomo elegante che non deve chiedere mai.

4) Nodo Mezzo Windsor o mezzo Scappino. Derivato dal nodo Windsor, prevede però meno passaggi e per questo è più grande rispetto al nodo semplice, ma più piccolo del Windsor. Se ben eseguito permette la realizzazione di un nodo triangolare e quasi simmetrico ed è adatto alle occasioni più formali.

Tra i vari tipi di nodo, il nodo Onassis, con o senza applicazioni, risulta indubbiamente tra i nodi più eleganti e particolari, ma l’eleganza è anche l’arte di non strafare per cui, per noi, si aggiudica il primo posto sul podio l’indiscusso nodo Windsor.

cravatta

Il nodo Onassis, courtesy of Google Image

Regole e consigli di stile

È importante scegliere il modello e la fantasia più adatte alla personalità e che si abbinino bene all’occasione. Non c’è limite alla fantasia quando si sceglie di indossare una cravatta e la possibilità di combinazioni tra modelli e colori, sono tante.

Ampiezza. Scegliete ampiezza e modelli in base alla corporatura.

Lunghezza. È importante che la cravatta sia della giusta lunghezza e che la gambetta, ovvero l’estremità più sottile della cravatta, non superi mai la lunghezza della gamba, cioè l’estremità più larga. La regola dice che l’estremità larga dovrebbe terminare con la punta all’incirca all’altezza della chiusura della cintura.

Colore. Non scegliete mai la cravatta dello stesso colore della camicia, sempre di un tono più scuro.

Pochette. Non va mai perfettamente abbinata alla cravatta, meglio sceglierla in una stampa che ne richiami il colore in maniera discreta.

“La cravatta ben messa è uno dei tratti di genio che non si analizzano: si sentono e si ammirano” – Honoré de Balzac

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La Chic Bohemian

Sono Marianna, l'Adamasìa fatta persona, una bohemien curiosa, blogger da ora, Chic Advisor da sempre. Creativa, imprenditrice, wanderlust, esperta nella ricerca di botteghe, gioiellerie, profumerie e negozi storici. Ogni posto che ho visitato mi ha lasciato una scintilla della sua anima ed ha arricchito la mia, perché l’arte è racchiusa nell’anima dei luoghi e l'eleganza, da sempre, parte dall'anima.

One Comment on “La CRAVATTA, il nodo della virilità!”

  1. Complimenti da uno dei maggiori collezionisti al mondo di cravatte e tutto ciò che è cravatta: libri, quadri, sculture, arte…
    Antonello Grimaldi

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