Adamasìa – Il magnetismo dell’anima

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Quante volte ti è capitato di sentirti profondamente attratta da un luogo, senza capirne il perché? Quante volte, camminando in vacanza, hai preso una strada piuttosto che un’altra, con il fidanzato che urla disperato a cercarti per le viuzze di qualche borgo sconosciuto o in attesa all’ingresso di un negozio?

E mentre lui ti guardava come se fossi pazza, o la più banale delle shopaholic, tu sapevi bene cosa c’era dietro quella frenesia, a quel seducente impulso, a quel groviglio di emozioni. Tu sapevi che era tutta una questione di anima.

I luoghi hanno un’anima

‘’Un luogo non è mai solo quel luogo. Quel luogo siamo un pò noi. In qualche modo, senza saperlo ce lo portavamo dentro…e un giorno per caso ci siamo arrivati.’’
(Antonio Tabucchi)

I luoghi hanno un’anima: ecco spiegata la ragione di quell’attrazione, di quell’irragionevole magnetismo verso qualcosa che non conosciamo, ma che ci sembra in qualche modo familiare. In pratica è come se l’energia del luogo parlasse a parti antiche di noi, sconosciute razionalmente, ma sempre esistite, capaci di guidarci nel sentiero della nostra vita. È l’anima dei luoghi.

Gli antichi Greci sapevano che alcuni luoghi speciali come incroci sorgenti, pozzi, boschi erano “abitati” da dèi e dee, ninfe, daimones: nell’antichità erano abituati a dare ascolto alle anime, agli spiriti e a portarne rispetto. Ancora oggi le tribù aborigene e i nativi americani considerano alcuni luoghi sacri e ad essi dedicano riti e cerimonie.

E l’uomo moderno?

Nella nostra cultura, invece, i luoghi hanno perso l’anima: abbiamo sostituito l’unicità, la specificità di ciascun luogo con l’idea di uno spazio “vuoto”, uniforme, che si può misurare e occupare. Spinti dal cinismo, tendiamo a soffocare i nostri veri istinti, il nostro profondo sentire, per paura del giudizio altrui, o semplicemente per abitudine.

Percepiamo l’energia dei luoghi – che i Romani definivano Genius Loci (genio del luogo) – ma non siamo abituati ad ascoltarla. Fa parte del nostro DNA eppure spesso ignoriamo il richiamo antico che i luoghi hanno su di noi: siamo quello che siamo grazie ai luoghi che incontriamo lungo il percorso della nostra vita e a ciò che di loro ci resta dentro, dovremmo quindi re-imparare ad ascoltare cos’hanno da dirci.

Adamasìa, ovvero il magnetismo dei luoghi

Ogni volta che arriviamo in un luogo sconosciuto, i nostri orizzonti si aprono, le nostre certezze crollano e siamo in qualche modo costretti a scontrarci con usi e costumi totalmente diversi dai nostri. Tutto questo arricchisce la nostra anima, forse perché in fondo il luogo in cui andiamo è in qualche modo già dentro di noi e dovevamo solamente RIscoprirlo e prenderne consapevolezza. In altre parole, riconoscerlo.

Siamo divini, ma lo abbiamo dimenticato. In noi racchiudiamo tutti i luoghi del mondo e la nostra anima freme per ritrovarli, perché non sono altro che parti di noi dimenticate.

Questo magnetismo che chiama l’uomo verso un luogo, io lo chiamo Adamasìa.

Ho ripreso e rielaborato gli antichi concetti animisti ma con una declinazione moderna. Adamà (o Adamah) in ebraico è suolo ma anche luogo inesplorato della nostra mente.  Adamas, dal greco antico, è il termine che caratterizza il diamante per la sua durezza eccezionale ma sta a significare anche calamita, magnete e Phrenesis cioè frenesia, dal latino, è la smania, l’eccitazione mentale. In realtà non è altro che la frenesia di conoscere sé stessi: la nostra anima ci guida nella ricerca smaniosa di parti di sé che non ricordava più, ma che sono disperse nei luoghi.

In vacanza, in viaggio, non la senti anche tu quella spinta interna che ti fa stare in giro ore a cercare negozi, cibi, profumi, artisti e oggetti unici  che rappresentino quel luogo? L’Adamasìa è proprio questo bisogno smodato di entrare in contatto con tutto ciò che di affascinante e misterioso offre un territorio; è quel magnetismo che si instaura tra uomo e terre sconosciute, dentro le quali si ritrova a ricercarne le bellezze e unicità, le ricchezze artistiche e culturali, gli usi e costumi.

È un parlarsi silenzioso tra anime, la nostra e quella del luogo, inconsapevole, ma tale da produrre un’energia potente, un’attrazione che aiuta a conoscere parti di noi inesplorate. O forse è meglio dire a ri-conoscere, perché questi luoghi contengono già il seme di ciò che siamo, quasi degli specchi sui quali riflettere la nostra anima.

Adamasia, la nostra anima racchiusa in un luogo

Nella nostra concezione adamasìaca, il diamante  è l’animo puro dell’uomo e il suo talento nella sua massima espressione di connessione divina.

Il genio raro, il talento dell’artista, viene considerato diamante puro, così come l’animo dell’uomo privo di cattiveria, che nella sua sensibilità ricerca l’armonia con il territorio, con il genius loci. Più un artista è talentuoso, più ‘’brilla’’, più ritroviamo in lui una connessione con il divino e la sua capacità di rappresentare il genius loci; allo stesso modo, l’uomo puro adamasìaco si sente attratto dal genius e quindi dall’arte, dagli artigiani e da tutto ciò che esprime il divino sulla terra.

L’Adamasìa spiega quindi la curiosità e la frenesia di girovagare per negozi e luoghi artistici che si tramuta non solo in ricerca dell’arte e i paesaggi ma in una ricerca smaniosa di negozi e artigiani, ovvero le espressioni del genio artistico di un luogo.

Appagare il desiderio di Adamasìa, può portarci ad un senso di completezza, perché arricchisce il nostro bagaglio emotivo-culturale, restituendoci uno stato di armonia con il mondo e la tradizione. Adamasìa è la voglia di ritrovare una parte della nostra anima racchiusa in un luogo inesplorato, perché lei è immortale e senza tempo e per essere libera e completa ha bisogno di ogni frammento di luogo che le parli di sé.

About the Author

La Chic Bohemian

Sono Marianna, l'Adamasìa fatta persona, una bohemien curiosa, blogger da ora, Chic Advisor da sempre. Creativa, imprenditrice, wanderlust, esperta nella ricerca di botteghe, gioiellerie, profumerie e negozi storici. Ogni posto che ho visitato mi ha lasciato una scintilla della sua anima ed ha arricchito la mia, perché l’arte è racchiusa nell’anima dei luoghi e l'eleganza, da sempre, parte dall'anima.

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